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Week d’autunno in Calabria: Nell’Alto Jonio Cosentino emozioni e paesaggi da vivere

Settembre 2015 - Emozioni, paesaggi mozzafiato, buona tavola. Dopo un’estate da tutto esaurito, in autunno si ritorna in Calabria, nell’Alto Jonio Cosentino per gustare un territorio ancora tutto da scoprire. E vivere esperienze indimenticabili: un giro in barca a vela all’ombra del castello di Roseto Capo Spulico, una battuta di pesca al tonno da regalare agli amici sott’olio, un viaggio avventura a Plataci a mille metri di altezza e poi, appena mezz’ora dopo, una passeggiata sulla spiaggia esotica di Villapiana. E nelle colline del Parco del Pollino potrete raccogliere le castagne per sentire il profumo dell’autunno

Vi trapasseranno l’anima i murales di Montegiordano realizzati dal pittore La Teana e le poesie di Luigi Pace. Sono presepi, tra montagna e collina, i centri storici di Albidona, Canna, Nocara, Oriolo, Roseto Capo Spulico e Rocca Imperiale dove il regista Pupi Avati ha ambientato una fiction che vedremo su Rai uno il prossimo gennaio.

“La mia terra è straordinaria”, dice il direttore del Gal Federico II, Franco Durso. “E’ rimasta autentica, incontaminata. Dai paesi di collina lo sguardo si perde tra le valli del Metapontino e la piana di Sibari per arrivare fino al mare. Noi del Gal vogliamo far conoscere questo territorio a un pubblico sempre più vasto, le sue tradizioni autentiche, il forte senso di ospitalità dei suoi abitanti”.

Il Gal Alto Jonio Federico II ha dato il via agli educational per giornalisti e tour operator che, ospitati a metà settembre (secondo educational),  hanno potuto conoscere l’Alto Jonio Cosentino in prima persona vivendo emozioni ed esperienze uniche. L’educational è stato organizzato da Carmen Mancarella, direttore della rivista di turismo e cultura del Mediterraneo Spiagge (www.mediterraneantourism.it). Ed è stato sostenuto grazie ad una cordata tra il Gal e imprese dell’eccellenza turistica. 

Si può dormire in hotel di lusso come il quattro stelle Miramare Palace hotel, affacciato sul mare di Trebisacce. “Tutte le nostre camere sono molto ampie”, dice il direttore Ugo Vulnera, che ha anche progettato l’albergo. “Fa parte della nostra offerta l’uso della piscina, sul terrazzo, i servizi spiaggia che è praticamente di fronte all’hotel e la palestra. Siamo uno dei più grandi centri di Kinesis della Calabria”. L’hotel ha anche la Spa e organizza per i suoi ospiti escursioni alle Gole del Raganello e alla scoperta del territorio circostante.

Interessante è anche la proposta del B&B vista mare La Testuggine a Roseto Capo Spulico. Spiega la titolare Francesca Mafia: “Siamo nati come ville da affittare per tutta la stagione. Ma quando abbiamo visto che i soggiorni diventavano sempre più brevi ci siamo adattati alle esigenze dei nostri clienti e abbiamo trasformato la struttura in affittacamere”. 

Una proposta tutta da vivere è il B&B la piazzetta nel centro storico di Roseto Capo Spulico. “Abbiamo acquistato alcune casette del centro storico, proprio sulla piazzetta”, spiega Rocco Nigro. “Le abbiamo trasformate in ampie camere dotate di tutti i comfort: dall’aria condizionata ai servizi in camera fino ai materassi comodissimi in lattice”.

E’ una location esclusiva il Relais Roseto Capo Spulico, che aperto solo d’estate, è adagiato sulla collina di Roseto Capo Spulico, da cui si gode di una vista mozzafiato tra il mare e il cielo con servizio di animazione e un grande parco piscine. Camere a terrazza sul mare, tra gli ulivi e gli alberi di albicocche, nell’agriturismo Torre di Albidona, aperto tutto l’anno, uno dei primi agriturismo italiani fondato dall’avvocato Rinaldo Chidichimo, dove è di scena la buona tavola.
 

ROCCA IMPERIALE, CIACK SI GIRA. In gennaio vedremo su Rai 1 un film interamente girato dal regista Pupi Avati proprio a Rocca Imperiale, un romantico paesino dell’Alto Jonio Cosentino, famoso per i limoni igp e per il suo castello voluto da Federico II.  “Il film”, spiega Ernesto Truncellito, location manager dei fratelli Pupi Avati, “è ambientato nei limoneti di Rocca Imperiale dove arriva un immigrato che si innamora della figlia del proprietario… E’ una storia d’amore e d’accoglienza che rompe gli schemi e fa luce sul vero significato della fede. In realtà il regista cercava degli aranceti per ambientare la sua storia. Io, essendo della zona, l’ho portato a Rocca Imperiale tra i limoneti, che per fortuna gli sono piaciuti molto”.

Tutto il film è stato girato tra Rocca Imperiale e alcuni paesi limitrofi. “Per noi si è avverato un sogno”, dice l’assessore al turismo Antonio Favoino. “Siamo sicuri che il film sarà uno straordinario veicolo di promozione territoriale non solo per Rocca ma per tutto l’Alto Jonio Cosentino. E’ un successo di tutti”.
 

CANNA. A pochi chilometri da Rocca Imperiale si trova Canna, famosa per i suoi mulini ad acqua molti dei quali sono stati restaurati e per i suoi palazzi gentilizi, frutto della ricca proprietà terriera. Spiega la consigliera con delega alla cultura, Maria Truncellito. “Il mio sogno è di restare qui nella mia terra e vivere della bellezza della mia terra inventandomi un lavoro”.

Canna è un imperdibile tappa per gli appassionati di archeologia industriale, ma anche di buona tavola. Consigliamo infatti una sosta golosa nelle trattorie dove le cucine calabra e lucana si abbracciano in un tripudio di sapori.
 

NOCARA. A Nocara, il piano superiore del Comune racconta i momenti più importanti della storia del paese: un piccolo museo della civiltà contadina con gli attrezzi ancora intatti, i ritratti dei suoi abitanti di oltre mezzo secolo fa a cura di un’americana che si innamorò dei loro volti e delle loro espressioni e li impresse su tela, le sculture moderne donate al Comune dagli artisti argentini dove tantissimi Nocaresi sono emigrati e vivono tutt’ora. A farvi una piccola guida delle emozioni sarà il sindaco di Nocara Francesco Trebisacce che ci ha accompagnati poi a vedere il fiore all’occhiello di Nocara: il Convento degli Antropici, aperto oggi all’ospitalità e alla ristorazione. E’una location esclusiva, un luogo dell’anima tra gli alti castagni e i lecci, esemplari unici. E’ un luogo dell’anima da respirare e vivere.
 

MONTEGIORDANO. Vi emozionerete a leggere le storie impresse sulle pareti di Montegiordano con i suoi murales. Qui il pittore Francesco Lateana ha riprodotto alcune lettere che gli emigranti scrivevano alle loro mogli e ai parenti dagli Stati Uniti, dove erano emigrati… Vi sono il viale degli innamorati, la scaletta dell’amore, la piazzetta dei colti … il ritratto di Domenico Modugno e in piazzetta Luigi Pace vi trapasseranno l’anima i versi del poeta Luigi Pace, che nato a Montegiordano, morì ad appena 53 anni stroncato da un male incurabile. Ma morto lui, non è scomparsa la sua poesia, sempre così viva e tagliente. Ad incoraggiare il pittore La Teana è stato l’assessore Franco De Santis cui è dedicato un murales.

Spiegano gli assessori, Anna Pina Acciardi e Damiano Liguori: “Noi sosteniamo la realizzazione dei murales, perché oltre che ad essere il racconto della nostra storia, abbiamo registrato un incremento del flusso turistico dalla nostra marina al centro storico”.
 

PLATACI. A mille metri di altezza, tra i boschi di montagna ancora intatti, si erge Plataci. I suoi abitanti parlano ancora la lingua degli antenati: l’arbresh anche a scuola. Infatti è uno dei paesi della Calabria che ha conservato intatti gli usi e i costumi dei primi coloni che arrivarono sul finire del ‘400 sull’onda dei successi militari del grande condottiero Giorgio Castriota Scanderberg, l’eroe nazionale, l’unico che riuscì a porre un argine all’avanzata turca in Occidente. Gli arbresh oltre che a parlare tra di loro la lingua antica, molto simile all’albanese moderno, vestono in alcune occasioni importanti, gli abiti tipici e assistono alla messa in rito greco ortodosso con i papas. Gli altari delle chiese madri sono decorati infatti con le tipiche icone in oro bizantine.

“Plataci è famosa anche per gli itinerari gramsciani, un importante convegno internazionale sulla figura di Antonio Gramsci”, spiega il sindaco Francesco Tursi “perché il bisnonno Nicola e il nonno Gennaro erano di qui. Inoltre abbiamo integrato l’offerta turistica con un viaggio avventura che si può fare a Plataciland: vari percorsi con diversi livelli di difficoltà nel nostro bosco a mille metri di altezza”.

Appuntamento in agosto anche con il Festival dei piccoli cantori Arbereshe e lo Jonio International Film Festival.
 

IL MATRIMONIO DI CASTROREGIO. Uno degli eventi più importanti per la cultura arbresh è il matrimonio. Noi siamo stati accolti il 13 settembre scorso a quello di Rosalba e Maurizio che lo hanno celebrato nella magnifica chiesetta di montagna di Castroregio circondata dalla Foresta. Il rito è un inno alla gioia e alla fierezza della cultura arbresh. Sin dall’arrivo dello sposo dinanzi alla casa della sposa è tutto un danzare al ritmo di zampogne e tamburelli. Il portabandiera, che nel nostro caso era il fratello della sposa, teneva alto il vessillo della civiltà arbresh accompagnato dalle donne vestite nei tipici e pregiati abiti, tutto un ricamo di fili d’oro e pizzi: sulle gonne le stelle dorate, simbolo della Madonna di Costantinopoli, che protesse durante la traversata in mare i primi coloni albanesi. La messa è stata celebrata in rito greco ortodosso. Toccante il momento in cui il papa incrocia le coroncine fiorite sulla testa degli sposi e quando i due bevono il Vino nello stesso bicchiere, che viene poi rotto per buon augurio.
 

LE SPIAGGE DI VILLAPIANA. Da mille metri di altezza si arriva poi in meno di mezz’ora sulla splendida spiaggia di Villapiana, un’immenso litorale sabbioso che si caratterizza nelle sue tre diverse tipologie, come spiega l’assessore al turismo Stefania Celeste: “La nostra lunghissima spiaggia è selvaggia e con i ciotoli a Nord: è adatta quindi agli sportivi e agli amanti della natura. E’ sabbiosa e ha i fondali molto bassi al centro, ideale per le famiglie con bambini. E’ infine sabbiosa e dal mare profondo a Sud, quando ormai confina con Sibari. La nostra Villapiana non ha nulla da invidiare per qualità dei servizi resi e bellezza della natura ad altre località turistiche”.

“Il nostro obiettivo”, spiega il sindaco, Paolo Montalti, “è di far conoscere sempre di più la bellezza della nostra spiaggia, arricchita anche da un affascinante centro storico”.
 

ROSETO CAPO SPULICO E IL TURISMO D’ESPERIENZA. Mentre l’Enit ci aggiorna che al turismo di destinazione i viaggiatori preferiscono il turismo di motivazione, ecco Roseto Capo Spulico con le sue proposte più innovative. L’idea è di prolungare la stagione estiva con la pesca al tonno che, per tutto settembre, arriva fin quasi sotto costa come ci racconta Vincenzo Farina, titolare del Lido Tamarix: “A metà settembre e per due settimane, abbiamo dato ai nostri clienti la possibilità di partecipare alle battute di pesca al tonno e alla sua conservazione sotto’olio”. Oltre che ad essere lambito da un profumatissimo e pulitissimo mare, il lido è un’imperdibile sosta golosa grazie agli arrosti di pesce fresco e ai primi piatti con le ciliegie deco di Roseto Capo Spulico.

A Roseto si può tornare tutto l’anno per iscriversi ai corsi di vela a cura del neonato Circolo Velico che offre corsi per grandi e piccini. Ma il paese vi prenderà per la gola per i suoi sei prodotti deco (denominazione di origine comunale) custodi della tradizione e della bontà della zona: le ciliegie, l’olio extravergine di oliva e i salumi, la soppressata, la salsiccia, il filettuccio e la pitta liscia, un pane a forma di ruota che veniva utilizzato dalle donne solo per provare la temperatura del forno. Non veniva quindi farcito, ma nella sua semplicità ha una bontà straordinaria. Impedibile sosta golosa e rigenerante è l’agriturismo della famiglia La Volpe tra fichi d’india e ulivi secolari.

“Roseto punta sulla valorizzazione della sua identità”, dice il sindaco Rosanna Mazzia. “Abbiamo avuto una stagione da tutto esaurito e noi amministratori abbiamo puntato sull’incremento del turismo attraverso l’organizzazione di eventi, Anche e soprattutto in bassa stagione”.
 

ORIOLO. E’ un presepe che incornicia la collina Oriolo, un borgo mediovale, dominato dal castello e dall’antico teatro naturale dove si sono svolte grandi stagioni teatrali. I suoi abitanti vengono detti coppoloni perché sono famosi per la loro ospitalità. “Si calavano la coppola sugli occhi e ospitavano tutti i viandanti nelle loro case senza guardare se fossero ricchi o poveri, buoni o cattivi. Un tipo di ospitalità che ai giorni nostri diventa anche un po’ pericolosa, ma che fa parte del nostro dna”, dice l’assessore  Nicola Pugliese.
 

ALBIDONA - Punta sugli sport estremi il Comune di Albidona. Dice il sindaco Salvatore Aurelio: “Entro dicembre sarà realizzato un impianto per il volo dell’angelo e piste per percorsi in bici avventura”. Da vedere la maestosa statua lignea dell’Arcangelo Michele nella chiesa madre e il crocefisso dallo sguardo intenso. Nelle case le donne friggono le crespelle, frittelle a forma di ruota. Se vi vedranno passare, usciranno per le stradine ad offrirvene un po’.