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GAVI DOCG: IL VINO

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GAVI DOCG è Cortese in purezza, in 5 tipologie: Fermo, Frizzante, Spumante, Riserva e Riserva Spumante Metodo Classico. 

Le caratteristiche del vino si possono così riassumere: nel bicchiere appare giallo paglierino fino a raggiungere sfumature più cariche con riflessi dorati; il naso coglie ampi spettri di profumi, dai fiori bianchi e odorosi alla vaniglia, dal miele di acacia alla frutta bianca e matura, dalla mandorla dolce alla pesca. Al palato è fresco, pieno, armonico di grande eleganza e finezza. Nelle tipologie Riserva guadagna in ampiezza di naso, dove alla frutta subentrano interessanti aromi terziari e in bocca è vellutato, rotondo, ricco. 

Il disciplinare limita la zona di produzione a 11 comuni:  Bosio, Carrosio, Capriata d'Orba, Francavilla Bisio, Gavi, Novi Ligure, Parodi Ligure, Pasturana, San Cristoforo, Serravalle Scrivia, Tassarolo e indica come resa massima per ettaro 95 q.li per le tipologie Fermo, Frizzante e Spumante e 65 q.li per la Riserva e la Riserva Spumante. La resa massima

dell'uva in vino non deve essere superiore al 70%.

PERCHE’ UN VINO BIANCO IN PIEMONTE

La presenza di un grande vino bianco in Piemonte, regione di straordinaria qualità per i vini rossi, è rivelatrice del profondo legame che la terra del Gavi ha sempre avuto con la Repubblica di Genova: la cucina dei signori genovesi, che nei feudi di queste terre avevano la loro dimora “di campagna”, era a base di pesce, carni magre e verdure e si sposava perfettamente con il Cortese, il “nobile” vitigno autoctono, che qui, in epoche antichissime, trovava già la sua massima espressione.  

Il Gavi è terra di colline e monti, ma dove già si sentono i profumi del Mediterraneo, che arrivano con le brezze marine; è terra agricola con vigne che si mescolano a boschi e intatti paesaggi naturali; è terra cortese e nobile, come le leggende e le storie custodite nei borghi e nei castelli. 

La più conosciuta è quella della Principessa Gavia. La fanciulla fuggendo dall’ira del padre Clodomiro, Re di Francia, che le negava il suo amore per un giovane cavaliere giunse infine su queste colline, dove trovò rifugio dalle truppe francesi e dimora, grazie all’intercessione del Papa. Al borgo che l’accolse si dice che la principessa diede il suo nome così come si narra che la giovane bella e “cortese” abbia ispirato il nome del vitigno che dà origine al Gavi.

Un passato di cultura, nobiltà, storia che è l’eredità di una grande eccellenza enologica italiana oggi modello di qualità  in vigna e di ricerca in cantina.

IL PRIMO OGM FREE

Il Gavi è il primo vino al mondo OGM FREE, ovvero non modificato geneticamente, per preservare l’unicità del vitigno e tutelare il consumatore e il territorio che lo produce.

CLONI SELEZIONATI E GIÀ ISCRITTI AL REGISTRO NAZIONALE DELLE VARIETÀ DELLE VITE

Il “progetto di selezione clonale” in collaborazione con il Centro Miglioramento della Vite del C.N.R. di Torino, diretto dal dott. Mannini,  ha visto l’omologazione di nuove barbatelle, di proprietà del Consorzio Tutela del Gavi, precedentemente selezionate perchè rispondenti a specifiche caratteristiche di salubrità e tipicità del vitigno. In quasi vent’anni di ricerca delle migliori piante di Cortese, effettuata in numerosi vigneti della Denominazione, gli esperti del CNR hanno scelto i fenotipi più interessanti, impiantandoli in vigneti sperimentali che hanno portato all’ulteriore selezione di barbatelle sane e fenologicamente rilevanti. 

INSIEME AGLI APICOLTORI

Il Consorzio attiva costantemente procedure a tutela e sostenibilità dell’ambiente, per esempio collaborando con l'Associazione Aspromiele perché gli interventi fitoterapici in vigna rispettino le api, la cui presenza è la vera indicatrice della salute del territorio.

MERCATO NAZIONALE E EXPORT

Il GAVI DOCG è conosciuto e apprezzato sul mercato nazionale e internazionale dove è tra i primi bianchi italiani nella fascia top-premium soprattutto in Inghilterra, Stati Uniti, Russia, Giappone. Questi paesi insieme alla Germania, assorbono gran parte della produzione, che per oltre il 80% è destinata proprio all’estero, da cui arrivano elogi e riconoscimenti.